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Confrontiamoci su... (Incontri culturali)

 

Nell'anno 2011-'12 il corso com-unitario di base per soli collaboratori sarà sostituito da una

serie di incontri dal titolo "Confrontiamoci su...", nei quali, invitando tutta la comunità, ed anche persone che

non sono direttamente interessate alla fede, dialogheremo su temi etici e sociali, cercando la risposta cristiana

ai vari argomenti trattati.

Gli incontri saranno alle ore 20.45 dei seguenti martedì, con questi argomenti:

11 ottobre: scienza e fede  

22 novembre: informazione e disinformazione

6 dicembre: la famiglia

17 gennaio: l'immigrazione

14 febbraio: l'inizio della vita 

13 marzo: la fine della vita

 


 

Catechesi per gli adulti

 

Nel 2011-’12 si offrirà agli adulti una proposta di riflessione sul Vangelo di Luca, per poter avere un'idea esatta di quanto questo evangelista ci propone sul messaggio di Gesù.

Avrà luogo il martedì, in un duplice orario per andare incontro alle esigenze di ciascuno, cioè alle ore 16:30 oppure alle ore 21:00, con questo calendario e questi argomenti:

 

04 ottobre:             Il Vangelo di Luca, capitolo 1.1-38

18 ottobre:             Il Vangelo di Luca, capitolo 1,39-80

15 novembre:          Il Vangelo di Luca, capitolo 2

29 novembre:          Il Vangelo di Luca, capitoli  3,1-18 e 4,14-32

13 dicembre:           Il Vangelo di Luca, capitolo 6,17-49

10 gennaio:             Il Vangelo di Luca, capitoli  7 e 8,1-3

24 gennaio:              Il Vangelo di Luca, capitoli  9,51-62 e 10

21 febbraio:            Il Vangelo di Luca, capitoli  11 e 12

06 marzo:               Il Vangelo di Luca, capitoli  13 e 14

20 marzo:               Il Vangelo di Luca, capitoli  15 e 16,1-15

17 aprile:                Il Vangelo di Luca, particolarità nei capitoli 16 - 21

15 maggio:              Il Vangelo di Luca, particolarità nei capitoli 22 - 24

 

 

Schema dell’incontro del 21 febbraio

 

APPROFONDIMENTO DEL VANGELO DI LUCA (11 e 12)

 

Ci faremo guidare dalle proposte di P. Silvano Fausti, stampate nel libro: “Una comunità legge il Vangelo di Luca”, Ed. Ancora; e presenti anche sul Sito: “www.gesuiti-villapizzone.it”

 

11,1-4   Gesù prega, come Luca dice spesso: la preghiera non è una cosa da fare, ma è la comunione naturale col Padre, è stare davanti a Dio, essere noi stessi, cioè figli. Se c’è questa preghiera vera, poi tutto diventa preghiera (non mangio continuamente, ma vivo sempre di ciò che ho mangiato). E così gli apostoli Gli chiedono di insegnar loro a pregare, cioè Gli chiedono di dar loro il vero senso della vita.  E Gesù insegna il “Padre”. Luca non dice “nostro”, ma tutta la preghiera è un gioco di parole tra tu – noi: non posso dire “tu” al Padre se prima non so dire il “noi” con la mia vita. Questa preghiera ci fa entrare nel cuore della Trinità (rapporto tra Padre e Figlio). Luca ha una versione più breve di Matteo. Dobbiamo gustare questo nome, che abbiamo il diritto di pronunciare. Un padre ha piacere di sentirsi chiamare così dal figlio, ed un figlio è se stesso se riconosce il proprio padre. Santificare il nome significa riconoscere la santità della persona del Padre, e presentarlo così anche agli altri, per cui la conseguenza logica è che “venga il Tuo Regno”. Al Padre si chiede il pane, con un aggettivo che significa tre cose “soprannaturale”; “di domani”; “quotidiano”. Questo pane ci mette in comunione con tutti gli uomini, che ricevono il dono della vita da Dio. Conseguenza del dono ricevuto, è saper donare a nostra volta, ed il dono più grande è il perdono, donato e ricevuto. Dio mi perdona comunque, ma se io non perdono, non capisco il dono ricevuto, ed è come se Lui non me lo donasse. E questa è la vera tentazione, da cui chiedo al Signore di liberarmi.

11,5-13    Il pane lo si ottiene dando fastidio a Dio: Dio vuole che l’uomo Gli dia fastidio, perché Lui è dono. Frutto della preghiera è perciò dire “Abbà” a Dio. La parabola che segue è spiegazione del Padre Nostro. Io posso andare dall’amico Gesù, nel momento del bisogno (mezzanotte) a chiedere il pane per me e per i fratelli (nell’Eucaristia sperimento l’amore di Gesù che si fa pane). Ci mette in difficoltà chiedendoci di non dargli fastidio. Non è il Suo modo di essere, solo è una prova, perché ci aiuta ad evitare la tentazione del “tutto subito”, oltre che una sensazione umana (Dio che non ascolta). Lui invece ci vuole dare più di quanto noi possiamo desiderare; per questo ci invita a continuare a chiedere, cercare, bussare… Tutta la vita è un gioco di desiderio e di dono: Lui vuole donare, ma vuole anche che il nostro desiderio sia espresso per coinvolgerci nel dono. Ci aiuta poi a capire che il Padre ci ascolta sempre: se ricevo un pane, è perché io non so incontrare il Padre: Lui mi dà sempre il pane, cioè la vita; mi dà lo Spirito che è fonte di vita nuova e vera.

11,14-26   Ci insegna come essere con Gesù: anche noi, che già siamo con Gesù, dobbiamo essere attenti, perché la lotta non è finita, continua per tutta la vita. Punto di partenza è l’esorcismo di un demonio muto (che non parla di cose belle, anche se il Demonio sa sempre proferire menzogne). Chi non è con Gesù, parla con menzogne (lo accusano di essere alleato con il Demonio) o con curiosità (Gli chiedono un segno dal cielo, non la forza di convertirsi). Il dominio di Satana è forte, più dell’uomo, ma meno di Dio; se noi siamo con Dio (Parola, Eucaristia) il Regno di Satana inizia a sgretolarsi. Ma dopo che lo abbiamo vinto, inizia la vera lotta, perché Satana non accetta di essere sconfitto fino alla fine. Il problema perciò è essere con Gesù: se siamo con Lui il Regno di Satana non prenderà mai il sopravvento. Se però mi allontano da Cristo, il pericolo è reale, perché Satana continua a governarmi.

11,27-32  Esempio di come si sta con Lui è Maria, che sa ascoltare e fare la volontà del Padre. La Parola diventata carne in Maria, poi torna Parola nel Vangelo per diventare carne in noi, tramite l’ascolto e tramite l’Eucaristia.  Per capire abbiamo bisogno di segni, che indicano la realtà (non sono la realtà). Per questo il segno aiuta, ma non è fede: la fede è nella realtà. Chi chiede segni perciò non ha ancora fede, chi si serve dei segni migliora la propria fede (il cartello stradale mi aiuta, ma non è la città verso la quale devo andare). Gesù ci ha dato il segno di Giona (Resurrezione), non abbiamo perciò bisogno di altro. I pagani sanno leggere i segni e trovare la realtà, i religiosi invece continuano a fare ricerche sui segni, e non raggiungono la realtà.

11,33-36   Il cristiano è illuminato, nel senso che si converte continuamente alla luce che è Cristo. Questa luce non si nasconde, ma è sempre testimonianza, perché ogni cristiano è responsabile davanti al mondo (non ci si può nascondere, né si può formare un mondo nuovo con le stesse regole del mondo vecchio: violenza, interessi, egoismo…). Il cristiano ha invece un’identità ben chiara, che è la luce delle beatitudini. E questa luce deve essere visibile da quelli che entrano, cioè che sono fuori. L’occhio del cristiano sa vedere il bene e sa portare al bene anche il male; l’occhio cattivo invece vede il male dappertutto, e lo vuole combattere sempre. Gesù ci invita allora ad essere completamente luminosi, in modo che nulla di male ci sia in noi.

11,37-54  Rapporto tra il peccatore che si riconosce tale, e dunque si mette in cammino, ed il giusto che fa resistenza perché già pensa di essere arrivato. Il cristianesimo non ci insegna la via per la salvezza, ma che la salvezza già c’è nella croce di Gesù. Il fariseo si sente giusto, perché osserva tutte le leggi. Condanna Gesù che non si lava le mani come chiede la legge. Questa legge non è sbagliata, ma è vista come abitudine, e perciò non l’accetta. E Gesù spiega la contrapposizione tra interno pieno di male ed esterno perfetto. A Lui interessa solo l’interno, e l’esterno tanto quanto è sulla stessa lunghezza d’onda. Per questo Gesù dice “ahimè” che non è minaccia, ma è dispiacere per la persona cui parla. Ed il dispiacere parte dal vedere che queste persone non amano, ma mettono se stessi al centro. Come lo fanno i Farisei, lo fanno anche gli Scribi che insegnano le leggi senza cuore.

12,1-21  La gente sta intorno a Gesù “schiacciandosi a vicenda”. Gesù invece ci insegna a guardarci da questo modo di essere: il protagonismo, io che mi faccio avanti senza pensare agli altri (ipocrisia). Se uno si sente amato non ha bisogno di apparire. Dopo l’ipocrisia, il pericolo è la paura della morte, di qualcosa che ci manca. Questa paura detta molte scelte egoistiche. Gesù dice 5 volte in questo brano: non temete, proprio per liberarci da questa paura e dal conseguente egoismo. Per superarla, mi devo accettare come limitato, e dunque bisognoso dell’amore di Dio e degli altri. Dio accetta il nostro limite (morte) e tramite questo ci salva. Accettando Gesù ed il Suo Spirito, cioè la verità di Gesù, siamo salvi; invece non accettando questo Spirito (presunzione di essere salvi da soli) siamo falliti. Altro pericolo è la cupidigia, il volere sempre di più. I beni garantiscono la vita, ma possono portare alla morte se sono bramati. Gesù lo spiega con una parabola: l’uomo ricco si chiede “che farò?” e decide di fare un atto di egoismo, e non di condivisione. Per questa la sua vita è sprecata. Solo arricchendo davanti a Dio costruisce la vita propria e degli altri.

12,22-34  Gesù da per scontato che noi ci angustiamo, e ci invita a smettere di farlo. La maggior parte delle nostre energie sono utilizzate per “pre-occuparci”. Ai discepoli dice di “non angustiarsi”: la parola greca ha la stessa radice di “morte”, perché l’uomo ha sempre paura della morte, e si affanna prevedendola. Per superare questo l’uomo cerca di apparire, per sembrare quello che non è. Gesù ci chiama ad essere noi stessi, accettarci come siamo, accettare le relazioni fraterne, e dunque essere sereni. Alla fine, usa un appellativo per i Suoi discepoli “uomini di poca fede”, che li definisce bene, come definisce bene anche tutti noi. 

12,34-48  Il testo ci parla dei due modi di attendere: lo sposo o il ladro, lo sposo che arriva o lo sposo che tarda. Noi siamo chiamati a vivere non “la fine del mondo” ma “il fine del mondo”, in modo nuovo, nel momento presente, alla luce dell’Eucaristia. Intanto viviamo il presente nel servizio e non nell’egoismo. Ed attendiamo lo Sposo per vivere in unione con Lui, che bussa alla nostra porta. Purché si faccia “vigilando”, perché l’importante è il presente, non il futuro o il passato. E si fa come “amministratori” e non “padroni” della nostra vita e dei nostri beni, capaci perciò di condividere e non di possedere egoisticamente. L’egoismo mi porta a vivere la mia vita stordendomi e schiacciando gli altri: questa vita è sprecata.

12,49-59  Invito di Gesù a discernere il bene dal male, ed i rapporti umani (in famiglia, in società, quando ci sono conflitti, con la natura). Gesù ci vuole salvare nel fuoco dello Spirito, e lo fa attraverso l’acqua del Battesimo. Per trovare lo Spirito serve il discernimento. Il primo discernimento riguarda i rapporti familiari: Gesù ci guarisce il falso rapporto col Padre, e dunque con i fratelli, e questo anzitutto nella famiglia. Per avere discernimento bisogna saper leggere il “kairòs”, cioè il tempo opportuno, che è quello attuale, perché ogni momento è favorevole per incontrare Cristo, per vivere la giustizia che è cercare l’accordo e la pace, non vedendo il fratello come antagonista, ma come persona da accontentare. 

 

 

 


 

Spiritualità familiare

 

Nel 2011-‘12 si offrirà alle coppie di sposi un cammino di spiritualità per accompagnarli nella crescita di amore e di fede, ed anche nella capacità educativa verso i figli.  Saranno due incontri diversi, uno per le coppie giovani, senza ancora figli, l’altro per le coppie con figli di qualsiasi età.

Per le coppie senza figli avranno luogo il martedì alle ore 21, entrando da V. Lucrino 53, con questo calendario e questi argomenti:   

 

25 ottobre: L’Annunciazione: la coppia si apre a Gesù

lunedì 28 novembre: Giuseppe: modello di silenzio ed obbedienza

20 dicembre: La nascita di Gesù: la coppia cerca un modello nella S. Famiglia

31 gennaio: Gesù bambino ed adolescente: la coppia cresce guardando il modello di Gesù

28 febbraio: Le nozze di Cana: la coppia incontra Gesù che la santifica

27 marzo: Donna, ecco Tuo figlio: la coppia guarda anche il modello di Maria

08 maggio: Gesù proclama l’indissolubilità:  la coppia guarda a Cristo come alla via ed alla verità

 

...e per quelle con figli il sabato alle ore 15.30, entrando da V. Lucrino 53, con questo calendario e questi argomenti:

 

15 ottobre: L’Annunciazione: la coppia si apre a Gesù  

12 novembre: La nascita di Gesù: la coppia cerca un modello nella S. Famiglia

26 novembre: Gesù bambino ed adolescente: la coppia cresce guardando il modello di Gesù (si aggiunge anche l'incontro con le famiglie che hanno avuto un Battesimo nell'anno)

21 gennaio: Le nozze di Cana: la coppia incontra Gesù che la santifica  

25 febbraio: Donna, ecco Tuo figlio: la coppia guarda anche il modello di Maria (si aggiunge anche l'incontro con le famiglie che hanno avuto un Battesimo nell'anno)

17 marzo: Gesù proclama l’indissolubilità:  la coppia guarda a Cristo come alla via ed alla verità

05 maggio: Festa conclusiva

    

 

Schema dell'incontro del 28 febbraio

(coppie senza figli)

 

Le nozze di Cana: la coppia incontra Gesù che la santifica

 

Giovanni 2,1-11   Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».  Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare»; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono».  Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

  

Cosa dice questo brano?

§         Gesù deve essere invitato: non si impone contro la nostra volontà.

§         Maria interviene a difesa dei piccoli e bisognosi, e lo fa con la più bella frase che ha pronunciato: “Fate quello che vi dirà”. 

§         Gesù collega i miracoli alla Sua ora, cioè alla Sua Passione e Resurrezione, perché sa che nel momento in cui si presenterà come Messia, sarà accolto come condottiero politico-militare, oppure combattuto fino alla morte.

§         Fa il miracolo in modo “super” (il vino più buono) perché Gesù ci vuole solo offrire il meglio, ci vuole aiutare a costruire una gerarchia dei valori che dia veramente senso alla nostra vita

§         Questo miracolo è reale, ed anche simbolico: con lui la vita acquista gusto, acquista gioia (il vino è visto dagli Ebrei come fonte di gioia)

 

Cosa dice questo brano alle coppie?

§         Nella vita di coppia serve la forza per affrontare i momenti più impegnativi: la coppia cristiana sa che deve invitare Gesù nella preghiera quotidiana

§         Nella vita di coppia servono modelli: la coppia cristiana sa che Maria è il primo e più bel modello che abbiamo

§         Anche nella vita di coppia non dobbiamo cercare Gesù come forza materiale, ma Lo dobbiamo avere in noi come forza spirituale, per affrontare i problemi, e non per togliere i problemi

§         Noi volgiamo la gioia, e Gesù ci propone quella più profonda, quella che non si appassisce: la gioia del senso della vita (nel dono e non nella sopraffazione), del sapere che stiamo costruendo qualcosa di bello per qualcuno, e non solo per noi stessi.

 

Cosa dice questo brano alla nostra coppia?

Questa parte è solo per il dialogo in coppia, per avere un’opportunità di confronto costruttivo alla luce della Parola di Dio:

§         sappiamo utilizzare la presenza di Gesù ed il modello di Maria, o pensiamo di riuscire a fare tutto da soli?

§         Nella nostra gerarchia dei valori quale posto occupano le realtà materiali? E quelle spirituali? Il messaggio di Gesù entra nella costruzione della nostra gerarchia dei valori?

§         Nella nostra quotidianità prevale la gioia o lo stress, la rabbia, l’indifferenza?

Domande per il dialogo in gruppo

§         La gerarchia dei valori è un aspetto fondamentale per decidere le nostre scelte quotidiane: tutto si fa per ciò che si considera più importante; non ci si sforza troppo per ciò che si considera di scarso valore. Quali sono per noi, come coppia, i valori più importanti?

§         Quando ci si dedica agli altri (coniuge, figli), c’è pericolo di cadere nel “burn out”. La soluzione del problema è nell’avere degli sfoghi sufficienti, per cui lo stress non si sedimenti in noi.  Quali sfoghi abbiamo individuato? (amicizie, divertimenti, fede…)

 

 

 

Schema dell'incontro del 25 febbraio

(coppie con figli)

 

Donna, ecco Tuo figlio: la coppia guarda anche il modello di Maria

 

Giovanni 19,25-27   Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco  tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

 

Cosa dice questo brano?

§         Le donne sono le più vicine a Gesù nei momenti difficili. Ci insegna a valorizzare le qualità femminili per la ricchezza dell’umanità

§         Gesù dona a Maria un figlio: più che dono è un impegno, perché Maria sa chi rappresenta quel nuovo figlio, cioè l’umanità intera, l’umanità che ha ucciso Gesù. Le chiede dunque di accogliere ed amare come figlio l’assassino stesso del suo Figlio naturale. E Maria lo fa, diventando nostro modello anche in questo amore che si fa perdono ed accoglienza del peccatore

§         Anche il discepolo diventa nostro modello, prendendo Maria con sé, ed insegnandoci a metterla come guida umana (dopo Gesù che è la guida divina) della nostra vita

 

Cosa dice questo brano alle coppie?

§         Se la storia ci parla di coppie “maschiliste”, il Vangelo ci insegna invece a vedere le coppie “alla pari”, nelle quali ognuno porta quanto ha di ricchezza naturale, e mette a servizio dell’altro queste sue doti

§         Il perdono, anche nella coppia, è fondamentale. Vediamolo anzitutto come “pazienza quotidiana” cioè il permettere all’altro di essere diverso da me. Vediamolo poi come soluzione di alcuni problemi più seri che potrebbero diventare dirompenti, e che invece vengono bloccati così alla radice

§         Il modello di Maria è offerto a tutti, ed in particolare alle coppie, perché Maria è soprattutto “Madre”. Ci insegna l’ascolto, l’umiltà, il dono di sé, il saper mettere l’altro al centro delle proprie scelte…

 

Cosa dice questo brano alla nostra coppia?

Questa parte è solo per il dialogo in coppia, per avere un’opportunità di confronto costruttivo alla luce della Parola di Dio:

§         il rapporto uomo-donna è paritetico, oppure tra noi c’è la superiorità di uno sull’altro?

§         Siamo capaci di perdonarci? Pensiamo a qualche esperienza del passato prossimo, nella quale c’è stata incapacità di accettare l’atro nella sua diversità (impazienza, o addirittura vera mancanza di perdono)

§         Quale atteggiamento di Maria aiuta di più la nostra coppia, e quale facciamo più difficoltà a vivere?

 

Domande per il dialogo in gruppo

§         Quali ci sembrano le difficoltà ancora presenti nella nostra società per poter formare una coppia nella quale il rapporto uomo-donna sia realmente paritetico, nel rispetto delle diversità naturali e di ruolo? 

§         Cosa pensiamo della pazienza, non come sottostima, ma come accoglienza dell’altro?

§         Il modello di Maria: quali esempi concreti possiamo ricevere da questa mamma?

 


 

Preparazione al Matrimonio

 

Nel 2011-’12 si offrirà alle coppie di fidanzati un cammino di preparazione al Sacramento del Matrimonio, articolato in

nove incontri, e finalizzato ad offrire alle giovani coppie degli spunti di dialogo per acquisire la capacità di vivere bene

il Matrimonio inseriti in Cristo, e la garanzia che ci si sta accostando a questo passo capaci di affrontare le difficoltà.

Avrà luogo il giovedì alle ore 21:00, con questo calendario e questi argomenti:

* dal 6 ottobre al 15 dicembre;

* oppure dal 12 gennaio al 15 marzo;

* oppure dal 12 aprile al 7 giugno

  • 12 gennaio: cosa significa sposarsi da cristiani

  • 19 gennaio: l’amore nella Parola di Dio e nella coppia

  • 26 gennaio: la Chiesa

  • 02 febbraio: la Confessione e l’Eucaristia

  • 16 febbraio: l’indissolubilità

  • 23 febbraio: il dialogo

  • 01 marzo: la sessualità

  • 08 marzo: la procreazione

  • 15 marzo: la celebrazione del Sacramento

 

Schema dell’incontro del 16 febbraio

 

           

IL  MATRIMONIO  INDISSOLUBILE

 

            Quali sono i valori che ci presentano TV, cinema, fotoromanzi, riguardo all'amore ed al matrimonio? Sembra che l'amore ci sia solo per le persone non sposate.   Innamorati sono solamente i fidanzati, gli amanti.....ma per gli sposi sembra che l'amore non possa durare.

            Magari conosciamo dei matrimoni riusciti, in cui però sembra che l'attrazione reciproca sia svanita.

            Secondo la mentalità comune gli sposi devono essere delle persone che guadagnano, educano i figli... Il matrimonio è una somma i doveri materiali, mentre l'amore da mantenere e rassodare è messo in secondo piano.

            Ma basteranno casa, soldi, automobile.... a dare una felice vita a due?

            Sarà sufficiente provare un sentimento d'attrazione per amare ed essere amati veramente?

 

            Molti uomini sposati sono praticamente assenti dalla famiglia: lavoro, bar, TV, hobby, come se fossero ancora scapoli.

            La stessa cosa vale per molte donne: il loro centro di interesse è la casa, la moda, i figli, le amiche, la professione.... Il marito viene dopo.

            A volte si vedono delle coppie al ristorante e si capisce subito che sono sposati, perché non hanno niente da dirsi!

            Ma come si fa allora ad essere veramente sposati? Come si fa a dire al proprio fidanzato/a con cuore sincero: voglio che tu sia per sempre il primo nella mia vita?

 

Quali frasi hai sentito ultimamente al riguardo del matrimonio, con le quali non ti trovi d'accordo?

 

Quali tuoi comportamenti da scapolo/a ritieni che fari più fatica a superare una volta che sarai sposato?  Es.: - prendere delle decisioni da solo

             - i soldi, la carriera al primo posto

             - attaccamento esagerato al proprio hobby

             - attaccamento esagerato alla propria famiglia

             - andare a divertirsi per proprio conto

             - .......................

 

Descrivi brevemente come sogni la vostra vita a due

 

Il Vangelo è molto chiaro su questo aspetto di serietà nella scelta definitiva, indissolubile (leggi dal Vangelo di Matteo 19,1-12 e 5,31-32.

Quali sentimenti suscitano in te queste parole? (speranza, paura, frustrazione...).

 

Per amare devo prendere delle decisioni che servono veramente a costruire il nostro amore. Dunque:

 

- anche se provo della rabbia nei tuoi confronti, posso

 

- anche quando tu sei arrabbiato/a con me, posso

 

- se mi sembra che tu mi abbia trascurato/a, ferito/a, posso

 

Immagina che lui/lei ti debba dare un punteggio per ogni azione che fai, per ogni frase che dici. Quali sarebbero quelle che meriterebbero un punteggio più alto?  Scrivile nell'ordine, poi scambiatevi i fogli, e confrontatevi.

 

1. .......................................................

 

2. .......................................................

 

3. ........................................................

 

4. .......................................................

 

5. ........................................................

 

6. ..........................................................

 

7. ...........................................................

 

8. ...........................................................

 

 


 

 

Ministri della Comunione

 

Nel 2011-'12 si offrirà ai Ministri della Comunione (i cristiani laici che portano l’Eucaristia agli anziani ed ai malati) un cammino mensile di approfondimento liturgico, per aiutarli a comprendere meglio la Preghiera della Chiesa che è l'Ufficio Divino,  il martedì alle ore 17:30, con questo calendario e questi argomenti:

 

27 settembre: La liturgia delle Ore nella storia della Chiesa

25 ottobre: La liturgia delle ore: le Lodi

20 dicembre:  La liturgia delle ore: i Vespri

14 febbraio:  La liturgia delle ore: Ora Media e Compieta

28 febbraio: Introduzione alla lettura dei Salmi (1° parte)

27 marzo: Introduzione alla lettura dei Salmi (2° parte)

08 maggio: Introduzione alla lettura dei Salmi (3° parte)

 

 

Schema dell'incontro del 14 febbraio

 

L'Ufficio delle Letture è una delle ore canoniche, previste dalla Chiesa Cattolica nell'ambito delle celebrazioni della Liturgia delle ore.

 

Tempo della celebrazione

Originariamente celebrata nelle ore notturne o all'alba (precedentemente era detta mattutino), dopo le riforme del Concilio Vaticano II è stata estrapolata dal contesto orario e può essere celebrata in qualsiasi ora del giorno o della notte, eventualmente anche la sera del giorno precedente dopo aver celebrato i Vespri.

 

Struttura della celebrazione

Dopo il versetto introduttivo ("O Dio, vieni a salvarmi", "Signore, vieni preso in mio aiuto" dal salmo 69) o, nel caso sia la prima ora celebrata nella giornata, dopo il salmo invitatorio (solitamente il salmo 94), la celebrazione procede con:

  • Un inno di composizione ecclesiale, che varia in base ai giorni della settimana o ai tempi liturgici o, nella versione latina, anche in base alla celebrazione se avviene in ore diurne o notturne.

  • Uno o più salmi o parti di esso. I salmi seguono il ciclo mensile del salterio, ma in alcuni giorni nei tempi di Avvento, Natale, Quaresima e Pasqua sono utilizzati salmi di carattere storico che normalmente non sono previsti nei corrispondenti giorni del ciclo nel Tempo Ordinario o per Annum.

  • Un versetto di separazione tra i salmi e le successive letture.

  • Una lettura biblica, più lunga di quelle normalmente utilizzate nelle altre ore. Di solito si fa una lettura semicontinua di un libro della Bibbia che si estende per diversi giorni o anche settimane.

  • Una lettura dei Padri della Chiesa, o tratta da altri documenti ecclesiali o, nelle celebrazioni dei santi, una lettura agiografica. È scelta normalmente in maniera abbastanza libera. Alcune volte concorda a maniera di commento con la lettura biblica precedete, altre volte può concordare con il vangelo della messa del giorno. In pochi casi viene fatta una lettura continua o semicontinua di uno scritto più lungo.

  • Una orazione finale.

È possibile prolungare le celebrazioni delle vigilie di domeniche e feste aggiungendo prima del Te Deum:

  • alcuni brani di cantici della Bibbia (in base al tempo liturgico);

  • un brano evangelico, normalmente un racconto della risurrezione di Gesù.

 

 

Nella Liturgia delle Ore, l'Ora Media è la preghiera da recitarsi a metà del giorno.

Prima del Concilio Vaticano II le ore minori che si recitavano durante il giorno erano:

L'Ora Media è stata istituita dopo il Concilio Vaticano II per semplificare la struttura delle ore liturgiche e permetterne la recita anche alle persone di vita non contemplativa. La semplificazione liturgica ha eliminato l'ora di Prima e permette di recitare una qualsiasi dell'altre sotto il nome appunto di Ora Media.

Si compone di un inno, tre salmi o parti di salmi, una lettura breve con il suo versetto, e la orazione finale.

 

Nella Liturgia delle ore la Compieta è l'ultimo momento di preghiera della giornata, è l'ora che viene dopo i vespri; è così chiamata perché compie le ore canoniche, e si recita prima del riposo notturno.

L'ora comincia con il saluto iniziale "O Dio vieni a salvarmi", al quale segue l'esame di coscienza, concluso dall'"Atto di Dolore", nella recita individuale, o una formula penitenziale comunitaria. Dopo l'inno, si recitano uno o due salmi, nelle solennità si dicono i salmi della domenica rispettivamente dopo i primi e i secondi vespri. I salmi per tutti i giorni con le antifone proprie sono tratti dal salterio. È però consentito recitare sempre l'una o l'altra Compieta domenicale. Quindi una lettura breve tratta dalla bibbia, e riportata ogni giorno a suo luogo nel salterio, orienta la mente verso la parola di Dio.


Vi è poi il responsorio breve, come nei vespri,che però è uguale per tutti i tempi e i giorni:

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito (Alleluia,alleluia).

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito (Alleluia,alleluia).

Dio di verità, Tu mi hai redento:

nelle Tue mani affido il mio spirito (si dice solo: Alleluia,alleluia).

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito (Alleluia,alleluia).

Nel tempo di Pasqua si aggiunge ciò che è scritto tra parentesi.


Invece del responsorio breve,

il Giovedì Santo si dice:

Ant. Cristo per noi si è fatto obbediente fino alla morte.

il venerdì santo si dice:

Ant. Cristo per noi si è fatto obbediente fino alla morte in croce.

il Sabato Santo si dice:

Ant. Cristo per noi si è fatto obbediente fino alla morte e alla morte di croce,.

Per questo Dio lo ha innalzato e gli ha dato un nome sopra ogni altro nome.

il giorno di Pasqua e durante l'Ottava si dice:

Ant. Questo è il giorno che ha fatto il Signore, alleluia:

rallegriamoci ed esultiamo, alleluia.

Segue l'elemento più caratteristico di questa preghiera: il Nunc dimittis ("Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace..."; Luca 2,29-32), cioè il Cantico di Simeone. Esso è preceduto e seguito dalla propria antifona: "Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare, il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace" (nel tempo di Pasqua si aggiunge: Alleluia).

L'espressione che usa il breviario latino per questa ora è ad completorium, che significa "alla chiusura", "al compimento", "alla conclusione".


 

 

Cammino di fede per Cristiani separati o divorziati

 

Nel 2010-'11 si offrirà un cammino di fede per le persone che sono separate o divorziate dopo un Matrimonio Religioso, e desiderano continuare a vivere al meglio la loro vita cristiana in quella realtà. servirà per farle sentire accolte dalla comunità, e per dar loro degli spunti di riflessione.

Sarà offerto nella parrocchia della SS. Trinità a Villa Chigi, in V. Marchetti (zona Viale Somalia), secondo il calendario che sarà comunicato.

 

 

 


 

Per giovani

 

(Clicca alla voce "giovani" nella Home Page)


 

Per ragazzi

  • Ai ragazzi si offre la catechesi in vista delle Cresime (dalla 5° elementare, per tre anni, il primo dei quali è un approfondimento dell'Eucaristia appena ricevuta, mentre gli altri due sono una catechesi sul Credo, i Sacramenti e la vita morale) con un incontro settimanale il mercoledì oppure il giovedì, dalle 17:30 alle 19:00.

  • Ricevuto questo Sacramento, si accompagnano i ragazzi con proposte articolate tra formazione, preghiera, attività ricreative e di servizio, per diventare giovani che conoscono e amano il Signore, e sanno offrire se stessi ai fratelli nella comunità.

  • Per loro c’è anche il Gruppo Scout

 


 

Per bambini

  • Ai bambini si offre la catechesi in vista della Prima Comunione, dalla terza elementare, per due anni, con un incontro settimanale (dal prossimo anno inizieremo il cammino in 4° elementare, con la prima Comunione perciò a fine 5°). La quarta elementare nel 2011-'12 sarà impostata come "Catechesi familiare", cioè come aiuto ai genitori per poter offrire ai loro figli il primo annuncio di fede, mentre le catechiste approfondiranno quanto i genitori hanno fatto a casa, in un incontro settimanale a scelta tra il martedì e il mercoledì, dalle 17:30 alle 19:00.

  •  Anche per loro c’è il Gruppo Scout

 


 

Per genitori

I genitori che chiedono il Battesimo per i propri figli, per l'anno 2011-'12, sono preparati con tre incontri, il primo col parroco, per appuntamento, per parlare del significato della scelta cristiana di un genitore che accompagna il figlio nel cammino al seguito di Gesù; gli altri due con delle coppie di coniugi, in due domeniche alterne alle ore 11, per preparare il rito e soprattutto per vedere insieme dei fascicoli che seguiranno la crescita del bambino fino ai 7 anni, per spiegare ai genitori come si può parlare di Gesù ai bambini piccoli, in modo che comprendano sempre meglio l'amico Gesù (visto prima come amico dei genitori, e poi scoperto come "amico mio"). Se qualcuno è interessato a conoscere questi fascicoli, può rivolgersi personalmente al parroco.

 

I genitori dei bambini che si preparano alla Prima Comunione sono seguiti, per l'anno 2011-'12, in questo modo:

per comprendere il senso dell'aspetto da trasmettere, e la modalità di questa prima trasmissione ai bambini, con questi sei incontri, a scelta, il martedì ore 17:30; oppure il mercoledì ore 17.30 e 21.00, oppure la domenica alle 11, con questo calendario:

martedì 4 e mercoledì 5 e domenica 9 ottobre: Introduzione    

martedì 15, mercoledì 16, domenica 20 novembre: la morale cristiana

martedì 29 e mercoledì 30 novembre, e domenica 4 dicembre: la confessione

martedì 17, mercoledì 18, domenica 15 gennaio (attenzione, la domenica prima!): la vita di Gesù

martedì 7, mercoledì 8, domenica 12 febbraio: l'Eucaristia

 martedì 6, mercoledì 7, domenica 11 marzo: la Messa

 

I genitori dei ragazzi che si preparano alla Cresima sono seguiti nell'anno 2011-'12 con una piccola serie di incontri per conoscere quanto i figli stanno facendo, e per poterli affiancare nel loro cammino di fede.  Gli incontri saranno il mercoledì alle ore 17.30 oppure alle 21.00, e il giovedì alle 17.30, con questo calendario:

 

Per la 5° elementare (primo anno di preparazione):

11 e 12 gennaio: la liturgia della Parola

21 e 22 marzo: la liturgia Eucaristica

 

Per la 1° media (secondo anno di preparazione):

12 e 13 ottobre:  Perché il Vangelo? Proporre una testimonianza di fede ai figli  

1 e 2 febbraio: La fiducia: saper spiegare la speranza nella vita

 

Per la 2° media (terzo anno di preparazione):

19 e 20 ottobre: Educazione ai valori umani

29 febbraio e 1 marzo: Educazione ai valori spirituali

 

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Ultimo aggiornamento: 03-02-12